Le Città del Tufo: Pitigliano, Sorano e Sovana

L’area delle Città del Tufo, si trova all’estremità sud-orientale della provincia di Grosseto e comprende i territori comunali di Sorano, Pitigliano e Sovana.

Geograficamente la zona è delimitata dal Monte Amiata e confina con il Lazio inoltrandosi nelle colline dei fiumi Albegna e Fiora.

Tutta l’area è caratterizzata dalla presenza di rocce tufacee visibili nel paesaggio e nelle costruzioni.

La prima caratteristica che colpisce il visitatore è che il tempo sembra essersi fermato. Arroccate su ripide colline del colore della sabbia, le Città del Tufo si trovano ad un’ora di auto dalle Terre di Sacra.

Gran parte del territorio è collinare, con l’eccezione del Monte Amiata, vulcano spento e creatore involontario del tufo. Nelle calde giornate estive, salire sulle colline delle Città del Tufo è un’esperienza piacevole e rinfrescante.

Il tufo è il tratto che più caratterizza l’intera area.

Il territorio si presenta frastagliato in enormi speroni di tufo intagliati da vani rupestri un tempo abitati ed ancora oggi impiegati come magazzini.

La storia di questa parte della Maremma è legatissima alla presenza del tufo. Nel corso del tempo questo materiale ha permesso alle antiche popolazioni preistoriche, etrusche e medioevali di sfruttare e modellare il territorio edificando necropoli, tagliando la roccia per costruire vie di comunicazione, scavandola per costruire case, tombe e molto altro.

Il tufo ha la caratteristica di essere una pietra relativamente “morbida” da scavare: questo ha permesso alle popolazioni antiche di usare questo materiale per costruire strutture più solide di quelle in legno. Quando è esposto all’aria, il tufo acquista consistenza: questo permette di ampliare gli spazi in altezza ed in profondità senza correre rischi strutturali.  Questa caratteristica si riflette nelle Città del Tufo, con le case addossate le une alle altre  che trasmettono la sensazione di essere tutt’uno con gli speroni di roccia sottostante.

Pitigliano, la Piccola Gerusalemme

La leggenda racconta che due giovani romani, Celiano e Petilio, avevano rubato la corona d’oro di Giove. Per sfuggire all’ira del padre degli dei si rifugiarono nelle campagne di questa zona fondando una città che prese il nome di Petiliano e divenendo, nei secoli successivi, Pitigliano.

Pitigliano ha una storia ancor più antica della leggenda. Abbiamo prove che il territorio era già infatti abitato sin dal Neolitico.
Con gli Etruschi inizia la storia vera e propria della cittadina toscana e la costruzione delle le famose Vie Cave, strade di comunicazione e di difesa scavate a mano nella roccia tufacea. Imperdibile la visita alla necropoli etrusca ed all’affascinate parco archeologico circostante.

Pitigliano era soprannominata  La Piccola Gerusalemme perché a partire dal XVI secolo ospitò una grande comunità ebraica tra le sue mura. Ancora visibili sono il ghetto e la Sinagoga. Pitigliano è oggi uno dei borghi storici più affascinanti d’Italia ed una tappa imperdibile durante una vacanza culturale in Maremma.

Pitigliano

Sorano e Sovana fra luce ed ombra

Sorano, e la sua più piccola frazione Sovana, fanno parte della zona delle Città del Tufo. Sono entrambi borghi meravigliosi intagliati nella roccia delle colline tufacee. La loro storia è quella di cittadine di confine fra Roma, Siena e Firenze: contese, combattute, conquistate.

Ma quello che le rende famose oggi sono i grandiosi resti storici delle necropoli etrusche che attraggono migliaia di visitatori ogni anno.

Soprattutto la necropoli di Sovana è facilmente visitabile con i bambini, grazie ai percorsi facilitati ed alle guide disponibili su prenotazione. Le strade che attraversano la necropoli e le strutture che ancora sono ben visibili, sono famose per la loro bellezza ed unicità. A Sovana si produce anche un delizioso vino DOC nelle versioni rosso e rosé. L’enogastronomia di tutta la zona vale il viaggio alle Città del Tufo.

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