Terre di Sacra: la storia del territorio

La motivazione che nel 1922 ha spinto un gruppo di amici ed imprenditori a rilevare la proprietà che si estendeva dal castello di Capalbio al mare e fondare Terre di Sacra era: “Redimere la terra” per produrre nuove risorse.

Questa motivazione profonda entra nel nome della società: Società Anonima Capalbio Redenta Agricola (S.A.C.R.A.).

“Redenta”: quella parola esprimeva in pieno la missione di redimere il comprensorio attorno al lago di Burano. Il territorio era inospitale e paludoso. Una moderna bonifica ha prosciugato le paludi e distrutto i focolai malarici.

I fondatori delle Terre di Sacra erano pionieri, più che investitori di capitali in cerca di facili guadagni.
La finalità per cui nel 1922 nasce la tenuta, è la gestione dei possedimenti di Capalbio nei vari settori dell’agricoltura: la coltivazione dei cereali, l’allevamento di bestiame, la produzione del carbone e della pesca nei laghi. Un territorio di oltre 9.000 ettari, già sottoposto ad una prima azione di bonifica nel 1861.

Una trasformazione profonda

Accanto al progetto di bonifica idraulica, Terre di Sacra sviluppò un programma di trasformazione agraria e fondiaria. Il Programma Agrario aveva il compito di trasformare la coltura da estensiva a intensiva. Un altro scopo era realizzare piantagioni a carattere industriale come oliveti, pioppeti e pinete ed anche migliorare gli allevamenti del bestiame di razza Maremmana.
Non a caso il casale della tenuta già dal 1930 era divenuta fornitrice ufficiale di cavalli militari destinati all’Esercito e al Servizio della Casa Reale.

Terre di Sacra visse da protagonista il 2° conflitto mondiale, sia per il riaffacciarsi della possibilità che la zona di Burano fosse destinata ad estorbazione, sia per una serie di eventi bellici. Il più grave fu l’allagamento della zona di Burano ad opera di reparti armati tedeschi, che chiusero il canale di sfocio del Chiarone rompendo i comandi e infliggendo ingenti danni alla proprietà.

Il 1950 è l’anno della Legge sulla Grande Riforma Agraria che ha cambiato irrevocabilmente il volto di Terre di Sacra. La Riforma voleva favorire la piccola e media proprietà espropriando terre ai grandi proprietari. In questi anni Terre di Sacra cambia decisamente volto.

Da cacciatori a difensori della natura

Chiudere per sempre il capitolo della caccia a Burano è stata per Terre di Sacra una scelta di principio. Nonostante le perdite economiche derivanti dalle mancate entrate relative della gestione venatoria, la proprietà chiude il passaggio ai cacciatori ed ai pescatori.

Le trattative aperte con i rappresentanti del WWF Arturo Osio e Fulco Pratesi proseguono rapidamente con l’affitto dei circa 150 ettari del Lago di Burano per la costituzione di un Rifugio Faunistico per la fauna stanziale e migratoria, nella quale fu assolutamente vietata la caccia.

Il 30 giugno 1968 nasceva l’Oasi Naturale WWF del lago di Burano, la prima in Italia.

L’Oasi si è proposta fin dall’inizio di proteggere l’arrivo e la permanenza di questi ospiti, venuti da lontano e soggetti a graduale estinzione, per un beneficio comune ad animali e uomini.

L’Oasi si è fatta portavoce di un messaggio universale che incita tutti a non essere più sfruttatori dell’ambiente dove si vive o si opera, ma suoi custodi responsabili.
Non più padroni della natura ma suoi protettori.

Dalla tenuta di Capalbio alla fattoria di Burano

La storia di Terre di Sacra è fatta dei terreni strappati alla palude con i lavori di bonifica e delle conquiste, economiche e sociali, dei propri operai.
È il riconoscimento dei loro diritti di lavoratori e del passaggio dalla condizione di braccianti a quella di coloni.
È la costruzione di canali e fontanili, ma anche di strade e linee elettriche. Di case, casali e scuole.
È storia di bestiame e di grano, di tradizione e di innovazione.
È storia di guerra e ricostruzione. Di dolorosi espropri – a seguito della Grande Riforma Agraria – ma anche della volontà di continuare a perseguire i propri valori nei terreni rimasti.

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