TORRE DI BURANACCIO

La Torre di Buranaccio fu costruita nel 1563 durante il Regno di Filippo II di Spagna, sotto il Governatore spagnolo del Presidio Orbetello e Reggente di Porto Ercole, Capitano Blas de Vargas, dall'Alfiere Nicolò Verducu su progetto su progetto dell'Ing. Juan Thomàs de Scala, come struttura fortificata con terrazza per postazione di "dos culebrinas de acerca 25 libras de balas cada una" a difesa dei confini meridionali dello Stato dei Reali Presidi in Toscana, in particolare contro gli sbarchi dei Turchi.

La Torre di Buranaccio è una delle prime fortezze costruite dallo Stato dei Reali Presidi. A pianimetria quadrilatera di m 13x13, si erge massiccia nel tombolo sabbioso che separa il lago di Burano dal mare, a pochi metri dalla sponda est del canale di sfogo.

Una cordonatura in pietra squadrata scorre all'altezza mediana per tutto il perimetro della torre abbellendo la muratura in pietra e calce. La parte più elegante, tipica delle torri costiere spagnole-napoletane, è quella superiore che viene definita per ogni lato da 4 caditoie trapezoidali con grosse svasature verso il basso, alternate da robusti mensoloni trapezoidali che ne ripetono la forma in rilievo verso l'alto e sorreggono la muratura del parapetto del terrazzo, con funzione di camminamento di ronda e di avvistamento sia verso il mare che verso il lago e il tombolo. La caditoie, ora protette da inferriata, servivano a far piombare sugli eventuali assalitori ogni tipo di materiale da offesa, in specie sassi o palle di pece infuocata. Nell'angolo più interno del terrazzo nord-ovest, sopra la scalinata d'accesso, si elevava una costruzione minore terrazzata, sulla quale un tempo sorgeva la garitta a mattoni come posto principale d'avvistamento e riparo per le sentinelle.

La Torre possiede un solo grande ambiente di residenza con un unico ingresso a cui si accede per una stretta gradinata e un ripiano, sul quale un tempo calava il ponte levatoio con  funzione di passaggio e di portale di chiusura. Nell'interno due grandi arcate trapezoidali, ricavate nelle pareti est e sud terminano con le finestre-feritorie dalle quali entra la luce che illumina lo stanzone. Una stretta scalinata costruita all'interno della parete nord conduce al terrazzo superiore e una botola sul pavimento scopre la grande cisterna d'acqua piovana costruita nel piano interrato, per le necessità dei soldati e per resistere a lungo ad eventuali assedi.

La Torre di Buranaccio sorge all'interno dell'Oasi WWF del lago di Burano, ospitata all'interno della proprietà di Terre di Sacra. La Torre è stata set cinematografico di “Domani accadrà” di Daniele Lucchetti, ma soprattutto nel 2004 teatro di “Eros” l’ultimo film del maestro Michelangelo Antonioni.

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